Chi sono

Utente: ditonauta
Nome: Ernesto Di Tommaso
Sono un pesce di acqua dolce appartenente alla famiglia dei Salmonidi dell'ordine degli Salmoniformes, diffuso in tutta Europa. Sono molto sensibile alle condizioni ambientali e vivo solo in acque pulite, poiché non sopravvivo all'inquinamento. Non bisogna dimenticare che appartengo alla stessa famiglia dei salmoni e pertanto mi posso adattare benissimo anche alla vita in acqua salata. Al contrario dei salmoni la mia migrazione non è obbligata e scatta solo in presenza di determinati fattori genetici ed ambientali. (Wikipedia)

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domenica, 09 novembre 2008

Felicità

Non ricordo chi abbia scritto questo, ma dato che mi piace assai e rappresenta molto me ( Trota Esplosiva) e questo blog ce lo piazzo alla grante. Attenction, non lo faccio completamente mio: ci  metto benbene un paio di riservucce immaginarie qua e là!

Molti si concedono a pochi, ma comunque i sogni liberi hanno bisogno di essere controllati, perché spesso i nostri sogni calpestano quelli altrui. In realtà è proprio dal dolore che scaturisce il desiderio più intenso di gioia. Mi chiedo spesso come farei a capire perché dovrei cercare la felicità se non ci fosse il dolore. Non ci riuscirei. Perché il dolore è brutto, deforme, vigliacco e riesce a farti desiderare di non averlo vicino, di non provarlo mai più. Ma quando te ne liberi, in quel momento che senti tutta la forza della felicità, un'esplosione.
postato da: ditonauta alle ore 23:58 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni
sabato, 25 ottobre 2008

Percezioni di realtà - Albert Hofmann


hofmann4

"Piuttosto che spalancare i nostri sensi e le nostre menti al messaggio eterno delle stelle, alla magnificenza della nostra terra con tutte le sue mirabili creature del regno animale e vegetale, ce ne rimaniamo incollati alle nostre angosce personali, soffocati in una visione ristretta, egoistica della vita. [...]
La nostra coscienza ordinaria percepisce e conosce solamente una minuta frazione del mondo circostante, il trasmittente; ogni qualvolta il ricevente si sintonizza sulla massima ampiezza percettiva, e ciò accade nello stato mistico, veniamo alla conoscenza simultanea dell'universo esterno e interno nella sua espansione illimitata. I confini eretti dall'attività raziocinante tra l'io e l'ambioente prossimo vengono meno e gli spazi interno ed esterno si uniscono. La vastità di questi fluisce adesso dentro quello. Lo spazio infinito si apre ad un numero infinito di immagini che vi confluiscono, immagini anche del passato, esperienze accumulate nel corso di un'intera esistenza, antiche reminiscenze depositate nel subconscio a causa della modesta capacità della coscienza. [...] L'esperienza straordinariamente intensa di innumerevoli vecchie e nuove percezioni e sensazioni dovute al confluire degli universi esterni con gli spazi interiori avvicina al senso dell'eterno, dell'infinito, di un perenne qui e ora. [...]
Per sopravvivere nella quotidiana esistenza, è indispensabile concentrarsi sull'attività a cui noi siamo chiamati. Tuttavia, di quando in quando, abbiamo bisogno di una visione, di uno sguardo d'insieme sull'esistenza e sulle sue ragioni spirituali primigenie, sì da osservare il nostro posto nell'universo ed i nostri vincoli e problemi quotidiani nella corretta prospettiva e con il giusto discernimento.[...]
E tutto questo ci può donare fiducia, amore, forza e serenità."

Percezioni di realtà - Dr. Albert Hofmann, il chimico scomparso quest'anno che sintetizzò l' LSD.

postato da: ditonauta alle ore 10:37 | link | commenti
categorie: riflessioni
giovedì, 16 ottobre 2008

Mi è tornata la voglia... - Tagore

..di scrivere! Gli amici se ne vanno in paesi lontani e presto o presto anche io lo farò. Facebook è un buon canale per scrivere piccole cose, condividere foto con tanti amici. Ma il blog permette di condividere qualcosa in più!  E quindi scrivo e quando mi andrà scriverò e se non mi andrà non scriverò. E ora ecco una poesia del mio più puro richiamo all'amore, Tagore.



E' venuto a sedersi, Lui, al mio fianco
e io non mi sono, no, svegliato.
Che sonno sciagurato è stato quello, povero me!

Lui è arrivato che già la notte se ne stava muta;
portando in mano la sua cetra e le mie chimere
si sono accordate alla dolce melodia.

Perché mai le mie notti sono sempre,
misero me, così buttate via?
Perché mi scappa la visione, mentre la miro,
di chi mi sfiora il sonno col respiro?
postato da: ditonauta alle ore 17:10 | link | commenti (3)
categorie: poesie, riflessioni, annuncio, mia
mercoledì, 02 gennaio 2008

Anelli di una catena

"Quello che hanno subìto loro, lo stanno facendo a te (parla dei genitori e non solo). A meno che non ti ribelli, farai anche tu lo stesso ai figlii che avrai. Lle sofferenze familiari, come anelli di una catena, si ripetono di generazione in generazione, finché un discendente, in questo caso forse tu, acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in benedizione."
Alejandro Jodorowsky, "La danza della realtà"


E qui ci piazzo Parabola dei Tool!

postato da: ditonauta alle ore 15:10 | link | commenti
categorie: musica, poesie, riflessioni, video
mercoledì, 19 dicembre 2007

Oroscopo alternativo

E' da un po' che mi sto appassionando agli oroscopi.. e questa la dice davvero lunga! Anche se a dir la verità poteva essere molto più cattivo, in molti casi!

ARIETE
Hai una immaginazione selvaggia e spesso credi di essere pedinato dall'FBI e la CIA. Non possiedi praticamente nessuna influenza sugli amici e la gente detesta che tu ti creda potente. Ti manca fiducia in te stesso e sei uno spargimerda.

TORO
Sei pratico e persistente. Possiedi una determinazione da cane e lavori come un condannato. La maggioranza della gente pensa che sei quadrato e testa calda, ma in realtà non sei altro che un maledetto comunista.

GEMELLI
Sei un pensatore intelligente e veloce. Sei simpatico alla gente perché sei bisessuale. Hai la tendenza ad aspettarti molto in cambio di molto poco, il che vuol dire che sei un avarissimo figlio di puttana. I gemelli sono famosi per la loro tendenza all'incesto.

CANCRO
Sei simpatico e ti preoccupi molto per i problemi altrui, il che fa di te un idiota. Rimandi sempre tutto e per questo non sarai mai nessuno e dipenderai della carità pubblica per il resto della tua vita. In carcere sono tutti del cancro! Sei un imbecille.

LEONE
Ti consideri un leader nato. Gli altri ti considerano un idiota. Sei vanitoso e non puoi tollerare una critica; la maggioranza dei leoni sono degli sbruffoni e la loro arroganza e' sgradevole. I nati sotto il segno del leone sono ladri e godono di più con la masturbazione che con il sesso vero.

VERGINE
Sei il tipo logico e odi il disordine Il tuo atteggiamento minuzioso di merda fa innervosire i tuoi amici e colleghi. Sei freddo poco emotivo e spesso ti addormenti mentre fai sesso. Quelli nati sotto il segno della vergine sono adatti a guidare gli autobus e sono pederasti riconosciuti.

BILANCIA
Sei del tipo artistico e fai fatica a gestire la realtà. Se sei uomo probabilmente sei frocio. Le probabilità di lavoro e di fare soldi sono inesistenti, nulle. La maggioranza delle donne bilancia sono mignotte! Tutti quelli della bilancia muoiono di malattie veneree.

SCORPIONE
Sei il peggiore di tutti. Sei astuto per gli affari ma non degno di fiducia. Sei la cosa più simile ad un misto di italiano ed inglese: arriverai alla cima sulla base della totale mancanza d'etica; sei il perfetto figlio di puttana. Quasi tutti gli scorpioni muoiono assassinati ...meritatamente.

SAGITTARIO
Sei ottimista ed entusiasta. Hai un'innegabile tendenza ad affidarti alla tua fortuna, dato che non hai talento alcuno. Quelli del sagittario sono ubriaconi: sei un alcolista.

CAPRICORNO
Sei un conservatore ed hai paura di rischiare. Fondamentalmente, sei un essere detestabile. Non c'è mai stato un capricorno importante.

ACQUARIO
Hai una mente ingegnosa e tendente a essere progressista. Sei abbastanza bugiardo. Commetti sempre gli stessi errori giorno dopo giorno, perché sei un imbecille. Tutti pensano che sei un coglione.

PESCI
Sei del tipo pioniere e pensi che la maggioranza della gente e' stupida. Sei veloce a rinfacciare tutto, sei impaziente e vuoi dare consigli a tutti. L'unica cosa che riesci a fare e' allontanare tutti quelli con i quali hai a che fare. Sei disgustoso.
postato da: ditonauta alle ore 14:57 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, divertente
martedì, 11 dicembre 2007

I 10 tori di Kakuan



1. La ricerca del toro
Nel pascolo di questo mondo, senza requie, io scosto le erbe alte alla ricerca del toro. Seguendo fiumi senza nome, perduto lungo l'intreccio dei sentieri di lontane montagne, Languenti le mie forze, spenta la mia vitalità, non riesco a trovare il toro. Odo soltanto, per tutta la foresta, frinire di notte le locuste. Il toro non è mai stato perduto. Che bisogno c'è di cercarlo? Soltanto la separazione dalla mia vera natura mi impedisce di trovarlo. Nella confusione dei sensi io perdo persino le mie tracce. Lontano da casa, vedo molte strade che si incrociano, ma quale sia quella giusta non lo so. Bramosia e paura, bene e male, mi avviluppano.


2. Scoprire le orme
Lungo la riva del fiume sotto gli alberi, io scorgo le orme! Anche sotto l'erba fragrante vedo le sue orme. Le trovi nel più profondo di remote montagne. Queste tracce spiccano ben visibili come il tuo naso rivolto verso il cielo. Nel capire l'insegnamento vedo le orme del toro. Allora imparo che come molti utensili sono fatti di un solo metallo, così molte miriadi di entità sono fatte del tessuto dell'io. Se non faccio una discriminazione, come potrò distinguere il vero dal falso? Prima ancora di aver superato la soglia, ho scorto il sentiero.


3. Scorgendo il toro
Odo il canto dell'usignolo. Il sole è caldo, il vento è mite, i salici sono verdi lungo la sponda. Qui nessun toro può nascondersi! Quale artista può disegnare quella testa massiccia, quelle corna maestose? Quando si ode la voce, si può intuire di dove viene. Non appena i sei sensi si fondono insieme, la porta è varcata. Dovunque si entri, si vede la testa del toro! Questa unità è come il sale nell'acqua, come il colore nella tinta. La cosa più infinitesimale non è separata dall'io.


4. Catturare il toro
Io lo afferro con una lotta tremenda. La sua enorme volontà e la sua possanza sono inesauribili. Egli si avventa verso l'alto altipiano che sovrasta le fitte nebbie, O in un burrone impenetrabile sta immoto. Egli è rimasto a lungo nella foresta, ma oggi l'ho catturato! L'entusiasmo per il paesaggio gli fa perdere l'orientamento. Voglioso d'erba più dolce, va errabondo. Ma la sua mente è testarda e sfrenata. Se voglio che si sottometta, devo alzare la frusta.


5. Domare il toro
La frusta e la corda sono necessarie, Se no egli potrebbe sfuggirmi per qualche strada polverosa. Bene addestrato, diventa naturalmente mansueto. Allora, senza pastoie, obbedisce al padrone. Quando nasce un pensiero, lo segue un'altro pensiero. Quando dall'Illuminazione sgorga il primo pensiero, tutti i pensieri successivi sono veri. Attraverso l'illusione rendi falsa ogni cosa. L'illusione non è causata dall'oggettività. Stringi forte l'anello che gli attraversa le nari e non consentirti il minimo dubbio.


6. Tornare a casa sulla groppa del toro
Cavalcando il toro, io ritorno lentamente verso casa. La voce del mio flauto canta nella sera. Scandendo con la mano la pulsante armonia, dirigo il ritorno senza fine. Chiunque oda questa melodia si unirà a me. La lotta è finita; guadagno e perdita sono ormai la stessa cosa. Io canto la canzone del boscaiolo del villaggio e suono i ritornelli dei bambini. A cavalcioni del toro, guardo le nuvole alte sopra di me. Se qualcuno desidera richiamarmi, io non gli bado: vado avanti.


7. Il toro trasceso
A cavalcioni del toro, arrivo a casa. Sono sereno. Anche il toro può riposarsi. L'alba è giunta. In felice tranquillità, Sotto il tetto di paglia della mia dimora, ho abbandonato la frusta e la corda. Tutto è una sola legge, non due. Noi assoggettiamo il toro solo temporaneamente. È come il rapporto tra il coniglio e la trappola, tra il pesce e la rete. È come l'oro e la scoria, o la luna che esce da una nuvola. Un solo sentiero di limpida luce avanza attraverso il tempo senza fine.


8. Il toro e l'io trascesi entrambi
Frusta, corda, persona e toro - tutto si fonde nel nulla. Questo cielo è così vasto che nessun messaggio può macchiarlo. Come può un fiocco di neve esistere in un fuoco divorante? Qui ci sono le impronte dei passi dei patriarchi. La mediocrità è morta. La mente è sgombra da ogni limitazione. Non cerco uno stato di illuminazione, e nemmeno rimango dove l'illuminazione non esiste. Poiché non mi fermo né in questo né in quell'altro stato, gli occhi non possono vedermi. Se anche centinaia di uccelli cospargessero di fiori il mio sentiero, questo elogio sarebbe privo di senso.


9. Raggiungere la sorgente
Troppi passi ci sono voluti per tornare alla radice e alla sorgente. Magari fossimo stati ciechi e sordi fin dal principio! Abitare nella propria vera casa, incuranti di quel che c'è fuori... Il fiume continua a scorrere tranquillo e i fiori sono rossi. Fin dal principio la verità è chiara. Equilibrato nel silenzio, io osservo le forme di integrazione e disintegrazione. Chi non è attaccato alla "forma" non ha bisogno di essere "riformato". L'acqua è smeraldo, la montagna è indaco, e io vdo Ciò che crea e Ciò che distrugge.


10. Nel mondo
Scalzo e col petto nudo, mi mescolo alla gente del mondo. Le mie vesti sono lacere e impolverate, e io sono sempre colmo di beatitudine. Non uso magie per prolungare la mia vita; Ora, davanti a me, gli alberi morti diventano vivi. Dentro la mia porta, mille saggi non mi conoscono. La bellezza del mio giardino è invisibile. Perché si dovrebbero cercare le orme dei patriarchi? Io vado al mercato con la mia bottiglia di vino e torno a casa col mio bastone. Visito la bettola ed il mercato, e chiunque io guardi diventa illuminato.
postato da: ditonauta alle ore 14:50 | link | commenti (2)
categorie: poesie, riflessioni
lunedì, 03 dicembre 2007

Amico Bhagwan Shree Rajneesh!


"Tra due parole c'è sempre uno spazio, per minimo che sia tra due parole c'è uno spazio; anche tra le due note, per quanto impercettibile possa essere, tra due note di musica c'è un silenzio. Più diventi consapevole e più la tua mente rallenterà, una maggiore consapevolezza significa quindi un processo mentale più lento. [...] Qualsiasi cosa conosciuta esistenzialmente non può essere espressa totalmente. Puoi unicamente indicarla, simbolizzarla, ma il simbolo è comunicato mentre il significato, il nocciolo della questione, è lasciato alle spalle. [...] Perciò la mente deve diventare vacante, vuota, un ventre, una ricettività; una totale ricettività senza possesso di conoscenza, con una attitudine di ignoranza"
postato da: ditonauta alle ore 18:48 | link | commenti
categorie: riflessioni

AIKIDO

"Contrariamente ad altre arti marziali incentrate sui movimenti lineari (avanti, indietro, in diagonale) , le tecniche dell'Aikido si fondano e si sviluppano su un movimento circolare il cui perno è colui che si difende. In tal modo egli stabilizza il proprio baricentro, decentra quello dell'avversario attirandolo nella propria orbita, e può sfruttare a proprio vantaggio l'energia prodotta dall'azione aggressiva fino a neutralizzarla.  
AI
(armonia) KI (energia) DO (via)"
Da www.aikido.it

postato da: ditonauta alle ore 18:22 | link | commenti
categorie: riflessioni
martedì, 27 novembre 2007

Napule (mia)

N’ omm sule va pe’ vic’
‘a paura ca tene nun t’o dico;
pare nu gatto dint’o canile,
s’aspetta ‘a botta ‘e ‘nu fucile.

Manco dice “’Natu poco pe’ la piazza”…
C’ arriva ‘nu guaglione ‘n copp’o mezzo:
“Bello, caccia sord’ e cellulare
si vuo’ continua’ a campare”.

‘O core curreva comme ‘o treno
e d’ voce, ascette nu filo fino:
“Ti prego, guaglio’, nun me fa niente,
guarda: io song’ sulo ‘nu pezzente”.

‘O guaglione stev’ tutto incazzato:
dint’ all’uocchie teneva ‘o terremoto;
ma grazie a’ Maronna ‘Mmacolata
‘o lasciaje senza ‘na bastonata.

Nun passaje nemmanco ‘nu minuto,
c’ ‘o mariuolo spuntaje n’ata vota.
E fermato a dieci metri e raggio
Fa: “Compa’, te serve ‘nu passaggio?”
postato da: ditonauta alle ore 13:22 | link | commenti
categorie: poesie, riflessioni, mia
lunedì, 26 novembre 2007

A Pettoranello (mia)

In quell'assolato lunedì,
il barbiere e il ferramenta
si chiedevano
quale rotella fosse salatata nella testa di quel disgraziato di Pino il portinaio,
che aveva lasciato il condominio ingestito
per saltare nel paese gridando:
"Vedo le cose! Vedo le cose!"
postato da: ditonauta alle ore 16:46 | link | commenti
categorie: poesie, riflessioni, mia , divertente